Dillo con un fiore: attenti a usare le parole giuste

Dillo con un fiore: attenti a usare le parole giuste

I fiori parlano: non solo con la loro bellezza e il loro profumo, ma anche in un senso più profondo e nascosto.
I fiori, ognuno con un significato diverso e ben preciso, sono stati e sono ancora un mezzo di comunicazione:
l’importante è saper cogliere questo codice segreto, anche nelle sue sfumature.

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Il linguaggio segreto dei fiori: come dichiarare il proprio amore ai tempi della Regina
Vittoria

La florigrafia, cioè il linguaggio dei fiori, nasce e viene codificata nell’Ottocento, diffondendosi soprattutto nell’Inghilterra vittoriana, ma anche nel resto d'Europa: e data e luogo di nascita non sono un caso.


L’Inghilterra del periodo vittoriano è famosa per essere un’epoca “pudica”: era vietato mostrare emozioni troppo intense in pubblico, rimanere soli con una persona dello stesso sesso senza accompagnatore e, ovviamente, dichiarare il proprio interesse amoroso.

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Ma il cuore degli innamorati non poteva essere messo a tacere: proprio per questo motivo il linguaggio dei fiori aveva trovato una terra fertile in questo particolare periodo storico.
Comunicare i propri sentimenti attraverso i fiori era considerato un modo sufficientemente discreto a giustamente raffinato per aprire il proprio cuore senza pronunciare nemmeno una parola.

Bouquet e singoli fiori: mille parole segrete

Allora, per rispettare le convenzioni sociali senza soffocare i propri sentimenti, la soluzione migliore era quella di “dirlo con un fiore”: affidandosi alle indicazioni che si potevano trovare in alcuni dei manuali di florigrafia più famosi dell’epoca.

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Come “Il Linguaggio dei Fiori” di Charlotte de La Tour (pseudonimo di Louis-Aimé Martin), che per primo in Europa codifica il linguaggio dei fiori, come riportato dall’Oriente da Lady Mary Montagu. E come “The Language of Flowers” di Kate Greenaway, caratterizzato dalla presenza di eleganti illustrazioni, con le rappresentazioni simboliche dei diversi fiori, con il significato che tradizionalmente veniva attribuito loro proprio in epoca vittoriana. Due testi importanti, che permettono di decifrare il significato profondo di una comunicazione non verbale come quella della florigrafia e che hanno contribuito a mantenere viva questa tradizione nei secoli successivi.

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Il linguaggio dei fiori: significati antichi e moderni

La florigrafia si è evoluta nel tempo, ma ci sono fiori che mantengono inalterato il loro significato, diventando dei veri e propri classici: come accade con la rosa che, nella versione rossa, rappresenta per tutti l’amore e la passione. O la margherita, con il suo bianco candido che richiama l’innocenza di un amore sincero.
Altri fiori hanno poi significati meno immediati e più strutturati: il narciso, che spesso viene associato alla vanità (come nel famoso mito greco), è nella florigrafia la rappresentazione della rinascita, perché fiore tipico della primavera.
Senza dimenticare fiori meno noti ma ricchi di significato, come l’ipomea che simboleggia l’amore fedele e il mughetto, che rappresenta la fortuna e il ritorno della felicità.


Ormai Il linguaggio dei fiori ha perso la sua natura di codice segreto, ma continua a raccontare sentimenti e
storie attraverso i bouquet e anche i gioielli che i fiori richiamano: come gli anelli, di per sé già simbolo di
uno stretto legame, che diventano ancora più significativi quando sono decorati con un fiore, diventando
messaggeri di un significato profondo.

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